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La fase più critica dell’emergenza è ormai alle spalle. Ora la priorità è ripensare il modo di stare insieme, riprogettare la vita in presenza, ovvero l’esatto opposto di quanto è stato necessario fare nel corso della primavera appena passata. È una nuova sfida per le realtà che operano a Ponticelli, quartiere nell'area est della città, dove hanno avuto inizi i campi estivi che accolgono numerosi ragazzini della periferia per ospitarli in spazi adeguati e renderli partecipi di percorsi di crescita.

Nascono così «I cortili della conoscenza», promossi da diverse associazioni di Napoli Est nell'ambito del progetto 'Seconda stella a destra: l’estate dei bambini e dei ragazzi' lanciato dal Comune di Napoli. Con le proprie risorse e con le proprie competenze le realtà di Napoli Est stanno tirando su nuove iniziative ed attività che coinvolgeranno decine e decine di ragazze e ragazzi ogni giorno fino a fine luglio. Si ruota tra vari spazi a partire dal polifunzionale Ciro Colonna, «il cubo del lotto Gì», ovvero l'ex scuola in via Curzio Malaparte presa in gestione dalla onlus Maestri di Strada per creare un polo dedicato a percorsi formativi ed educativi. Proprio nel cortile del complesso prenderanno corpo la maggior parte delle iniziative.

«Tante realtà sociali di Napoli Est mettono a disposizione tempo ed energie per i ragazzi del quartiere: è un qualcosa di straordinario. A cinque anni dalla chiusura del nostro centro, dopo anni di battaglie, non potevamo assolutamente tirarci indietro. Abbiamo lanciato, insieme ai Maestri di Strada, una proposta accolta con generosità da tanti amici» afferma Pasquale Leone, presidente dell’associazione di volontariato TerradiConfine.

Finalmente lontani dagli schermi di computer, smartphone e tablet. Sembra una nuova vita quella che ricomincia dal vivo e consente di riguardarsi negli occhi, forse più di prima. È la “filosofia” della comunità che si costruendo in questioni giorni. Dopo le distanze della quarantena è utile ricostruire i rapporti ma bisogna farlo in sicurezza, rispettando tutte le ferree disposizioni in materia di prevenzione per far sì che il coronavirus sia solo un lontano incubo. L’obiettivo è rivedersi, ritrovare una nuova dimensione per stare insieme, sperimentare nuove modalità, come spiega Antonella Saporito, vicepresidente dei Maestri di Strada che sottolinea quanto sia fondamentale il contributo dei giovani stessi della progettazione degli spazi e delle attività cui si sta lavorando. Si immagina una situazione assolutamente diversa per tutti senza rinunciare a quanto si faceva in precedenza tra decine di laboratori, dal teatro alla musica, dalla radio alla narrazione. Si lavora sulle passioni, sulle competenze e sulla grande forza che i giovani del quartiere possono esprimere al meglio se guidati da bravi educatori, non senza il supporto di volontari e genitori.

I campi estivi vedono protagoniste anche altre realtà come Centro Remida Napoli, Arci Movie, Casa del Popolo, Auser, Centro Casa mia Emilio Nitti, cooperativa Sepofà e associazione N.E.A. Napoli Europa Africa. Il contributo di quest’ultima realtà permette l’integrazione di bambini e adolescenti che vivono nel campo rom di Barra che saranno coinvolti nei campi estivi e nell’orto urbano del parco De Filippo di Ponticelli. Per loro questa è l’unica occasione di “evasione” dal campo in cui vivono dopo il delicato periodo di quarantena che li ha visti emarginati per settimane. Una cinquantina di giovanissimi, dai 7 ai 13 anni, potranno ulteriormente integrarsi partecipando ai laboratori che stanno prendendo piede in questi giorni.

Aggregazione ed educazione sono i pilastri di questa avventura che mette insieme persone e crea la rete di associazioni che non si sono fermate nemmeno durante il lockdown. Le attività formative-educative per i giovani sono assolutamente gratuite. Si prevedono momenti serali in cui coinvolgere anche i più adulti.

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articolo di Alessandro Bottone su Il Mattino