Legalità
 
 

Una giornata più silenziosa rispetto a quelle degli ultimi anni durante i quali il centro del quartiere Ponticelli, nella zona orientale di Napoli, si riempiva di migliaia di persone in memoria di Domenico Guarracino, Gaetano Di Nocera, Salvatore Benaglia e Gaetano De Cicco. Questa volta a ricordare le quattro vittime innocenti della strage di camorra dell'11 novembre 1989 non ci sono gli studenti delle numerose scuola del quartiere. Trentuno anni dopo, in piazza Egizio Sandomenico, a due passi dal luogo del fatto, ci sono i famigliari delle vittime insieme ai giovani attivisti di Libera e ai rappresentanti delle istituzioni locali.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La delicata situazione sanitaria impone il divieto di assembramenti e la massima attenzione per evitare contagi. Per questo le diverse realtà associative che costituiscono il presidio Libera Ponticelli hanno deciso di portare in piazza delle testimonianze e trasmetterle online attraverso i social network così da raggiungere gli studenti e i residenti. In tanti ricordano ancora il tragico fatto che la criminalità organizzata della zona mise in atto per una vendetta interna. Pagarono con la vita quattro persone totalmente estranee alle dinamiche criminali di Ponticelli così come, purtroppo, è capitato anche in seguito con Felice De Martino e Ciro Colonna, ricordati anch'essi in piazza da Pasquale Leone, presidente dell'associazione TerradiConfine e attivista di Libera.

Questa mattina erano presenti Milena Guarracino e Clementina De Cicco, famigliari delle vittime innocenti. Insieme a loro c'erano anche Fabio Giuliani, referente di Libera Campania, e Bruno Vallefuoco, referente dell'area memoria di Libera. Hanno preso parte anche l'assessore ai giovani del Comune di Napoli, Alessandra Clemente, e il presidente della VI municipalità, Salvatore Boggia. L'evento era presidiato dagli operatori della polizia municipale del Comune di Napoli e dagli uomini del Commissariato di Ponticelli della Polizia di Stato. Una corona di fiori è stata deposta davanti al monumento realizzato, negli anni scorsi, proprio in memoria delle vittime della strage che avvenne in corso Ponticelli.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Milena Guarracino - figlia di Domenico, vittima della strage - sottolinea che, proprio in un momento così difficile, la gente non ha dimenticato le persone uccise. «É giusto che i giovani non dimentichino. La memoria è un impegno a non dimenticare e ad educare che la camorra la dobbiamo e possiamo combattere».

«La memoria non è mai una sterile testimonianza ma è progetto di cambiamento» dice Fabio Giuliani, referente Libera Campania. «Siamo responsabilmente in pochi perché in questo momento bisogna fare grande attenzione». «Questo quartiere, dopo trentuno anni, grida ancora rabbia. Ci sono elementi dolorosi» dice Giuliani riferendosi anche alla battaglia dei lavoratori dello stabilimento della Whirlpool di Barra (Napoli) che vivono mesi di terrore per la perdita del posto di lavoro.

«Napoli non dimentica» evidenzia Alessandra Clemente, assessore ai giovani del Comune di Napoli. «Io sono orgogliosa di un presente che si impegna affinché non accada ad altri quello che è accaduto alle vittime innocenti della strage del bar Sayonara e delle tante, troppe, pagine di violenza e di camorra nella città di Napoli». «Questa piazza è incredibilmente più bella rispetto ad anni fa: la scultura, il murale, questi fiori, il valore aggiunto del nostro impegno».

In piazza, con le dovute distanze, anche alcuni cittadini del quartiere che, nonostante il momento delicato, hanno voluto presenziare all’anniversario del tragico fatto. Per sensibilizzare i residenti è stato realizzato, grazie all’associazione Arci Movie, un breve video che raccoglie le testimonianze di famigliari e attivisti del quartiere.

 

articolo de Il Mattino di Alessandro Bottone