Campo di Libera

Ieri, domenica 10 luglio si è concluso il primo raduno nazionale dei giovani di “Libera” che si è tenuto a Cascina Arzilla, bene confiscato a Volvera, provincia di Torino. 150 giovani provenienti da tutta Italia si sono qui incontrati per sottolineare da un lato l’importanza della lotta alla Mafia e dall’altro per affermare che la Mafia non è un fenomeno esclusivo del Sud Italia ma è un fenomeno presente in tutto lo stivale e in continua espansione. Una settimana intera di lavoro, di formazione e di riflessione. Una settimana per poter dare concretezza alle idee conciliando le varie esperienze e le varie realtà presenti in tutto il territorio.

Il “Fare rete” è stato uno dei concetti chiave, l’importanza della collaborazione e dello scambio reciproco e proficuo per un impegno continuo e fruttuoso. I primi giorni del raduno sono stati dedicati all’approfondimento di varie tematiche, dopo il saluto iniziale di don Luigi Ciotti, presidente di “Libera”, si sono alternati sul palco diversi protagonisti, come Nando Dalla Chiesa, presidente onorario di “Libera”, che ha raccontato la sua vita fatta di soddisfazioni e passi indietro, ma accanto alle amarezze, ai più giovani, vuole anche regalare le passioni inseguite, le sensazioni di avvicinamento al trionfo sulla mafia, le soddisfazioni dell'insegnamento e le speranze e la loro vitalità, Roberto Morrione, presidente di “Libera Informazione” ed ex direttore di RaiNews, ha portato la sua testimonianza di un'informazione libera e per molti anni spesa al servizio dell'informazione pubblica, il magistrato Giancarlo Caselli, procuratore di Torino, che ha sottolineato con forza l’importanza del rifiuto del compromesso e dell’importanza della confisca e del riutilizzo dei beni confiscati per attaccare le Mafie sul loro potere materiale. Forti testimonianze sono state portate da Pino Maniaci, direttore di Telejato e soprattutto dalla diretta telefonica con Piera Aiello, cognata di Rita Atria, che vive da circa venti anni in località segreta. Dopo le prime giornate di riflessione si è passato all’azione. Dal “cosa” al “come”, ed ecco allora che si sono creati gruppi di approfondimento e di discussione e di confronto per portare idee concrete per l’agire sociale, si sono create “ vele” cariche di sogni e speranza con cui attraversare l’Italia per poi posarsi in alcuni luoghi simbolo della lotta alle Mafie. Ma soprattutto in questi giorni è nata una grande famiglia fatta da giovani, che per una settimana hanno vissuto assieme, dormito assieme, mangiato assieme, sognato assieme. Si dormiva in tenda, colazione a ritmo di musica e ci si spostava in bici, nelle pause chi giocava e chi cantava e la sera musica teatro e arte, Giulio Cavalli, gli A’67, Rosario Esposito La Rossa di “ VO.DI.SCA.” e gli spettacoli del festival “ORME”. Una realtà sempre più forte e in continua espansione sta nascendo in questo paese, una realtà che sta dando i suoi frutti e una realtà che a poco a poco davvero potrà cambiare il mondo.

 

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